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Grotte in Romagna

Grotte in Romagna: viaggio tra le città sotterranee

Le grotte in Romagna disegnano una mappa della regione sotterranea e misteriosa. Dalle cavità ipogee di Santarcangelo alla leggenda di re Tiberio, le tappe per un viaggio avventuroso non mancano.

Misteri e leggende scavati nella roccia

Dalla grotta di re Tiberio alle fosse di Sogliano

I rilievi di Romagna ospitano diverse cavità scavate nella roccia, entro cui scoprire misteri, leggende e antiche tradizioni. Tra le grotte naturali più affascinanti ci sono quelle di Frasassi, dove ammirare forme e colori creati dall’acqua nel corso dei secoli; stalattiti e stalagmiti vi lasceranno a bocca aperta anche tra le sale delle Grotte di Onferno.

Il Parco della Vena del Gesso ospita la leggenda del re Tiberio, secondo cui il sovrano ostrogoto si rifugiò in una cavità sotterranea per sfuggire a una profezia di morte: sembra che il suo fantasma sia ancora lì, a custodire un tesoro nascosto…  Le fosse di Sogliano sono meno misteriose, ma altrettanto antiche: gli abitanti del borgo vi custodiscono il celebre formaggio locale, ripetendo un’usanza la cui origine si perde nel tempo.

Grotte di Onferno

Il nome “Onferno” ha sostituito quello più antico di “Infernum” o “Inferno”… Tra le stanze e i corridoi delle grotte, scavate nei secoli da un piccolo corso d’acqua, potrete intraprendere un vero e proprio viaggio sotterraneo.

Grotta Urlante

Nel cuore del Parco delle Foreste Casentinesi, il fiume Rabbi precipita tra le rocce e scava una pozza profonda ai piedi della cascata: concedetevi un bagno rinfrescante, immersi in acque limpide e circondati dal verde del bosco.

Parco della Vena del Gesso

Il Parco della Vena del Gesso, nei pressi di Brisighella, comprende rilievi grigio argentei costituiti da antichi affioramenti di gesso. Le rocce friabili sono percorse da diverse grotte, tra cui la più famosa è quella del re Tiberio.

Rituali misteriosi e cultura del vino

Santarcangelo ha un volto segreto, tracciato da centinaia di grotte e cavità sotterranee: la loro origine si perde nel tempo, ed è tuttora avvolta dal mistero. Secondo alcuni erano destinate a rituali religiosi, ma gli studiosi hanno opinioni diverse: culti paleocristiani, venerazione segreta del dio Mitra… Nei secoli successivi furono usate per la conservazione del Sangiovese, che qui ha una tradizione antichissima: sembra addirittura che il vino prenda il nome dal Monte Giove, presso cui si trova il borgo di Santarcangelo.

Le fosse di Sogliano

Sono le grotte perfette per chi ama la buona tavola: Sogliano è celebre per il suo formaggio di fossa, stagionato in apposite buche sotterranee. L'origine della tradizione si perde nel tempo, ma ogni anno si rinnova tra le strade del paese.

 
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